Capitale Sociale e Sviluppo

 

UN’INDAGINE SOCIO-ECONOMICA

NEL TERRITORIO DI  SICULIANA

 

Nel dicembre del 2008 è stata avviata una proficua interlocuzione tra la Commissione Straordinaria del Comune di Siculiana e il Dipartimento di Scienze sociali dell’Università degli Studi di Palermo, che ha consentito un’iniziativa volta a diffondere, a partire dal mondo scolastico, la cultura del rispetto delle regole.

I risultati dello studio condotto di ricercatori universitari che si sono dedicati ad un’attenta ricognizione della complessa realtà di questo comune, sono adesso raccolti in una pregevole pubblicazione che contiene utili spunti di riflessione in ordine ad una serie di possibili iniziative di governo da sviluppare per stimolare la partecipazione dei giovani, valorizzare beni comuni ed attivare nuovi progetti di governance.

 

Nel Mezzogiorno portare avanti un’iniziativa economica privata che sia capace di camminare con le proprie gambe è notoriamente difficile. Gli ostacoli sono di tutti i tipi. Il primo è, spesso, la criminalità organizzata di stampo mafioso.

ma la presenza endemica della mafia non è l’unico freno. Le infrastrutture e i servizi pubblici al Sud sono notoriamente insufficienti, pur assorbendo talvolta risorse proporzionalmente ben maggiori che al Centro-Nord.

I sondaggi svolti presso le imprese fanno spesso emergere che l’inefficienza della pubblica amministrazione e le carenze delle infrastrutture e dei servizi pubblici vengono ritenute cause tra le più rilevanti della vita difficile che l’attività economica privata vive al Sud.

Per tali ragioni, coloro che nonostante tutte le difficoltà appena accennate riescono comunque ad alzare ogni mattina la saracinesca dello stabilimento, dell’officina o del negozio e a dare da vivere a se stessi, alle proprie famiglie e a quelle dei dipendnti sono doppiamente meritevoli: perché producono occupazione e perché nel farlo non gravano su un settore pubblico pletorico e sclerotico. Ogni tanto qualcuno di essi rinuncia, ritirandosi o trasferendosi altrove. Il miraggio del posto pubblico, poi, è una sirena che incanta molti, anche coloro che appartengono a famiglie abituate a vivere di attività produttiva privata.

La ricerca, presentata dagli studiosi dell’Università degli Studi di Palermo, è un piccolo studio di caso, riguardante la condizione dell’attività economica privata nel nostro paese: Siculiana, il cui territorio ospita attività tradizionali legate all’agricoltura, al turismo e a vari servizi.

La ricerca ha tentato di coprire a tappeto le attività economiche private presenti nel paese, riuscendo a censire circa il 70% di esse.

questo elevatissimo tasso di risposta già di per sé sconfessa la stereotipo secondo cui le comunità locali del profondo Sud sarebbero chiuse in se stesse.

Alle attività economiche sono state formulate domande sulla “cosa pubblica”, cercando di indagare su aspetti non strettamente economici, quali la fiducia, il senso civico, la valutazione delle istituzioni e il cosiddetto capitale sociale. La rilevazione ha evidenziato per un verso sentimenti di scarsa fiducia, delusione e scoramento. Anche a Siculiana l’attività economica incontra notevoli difficoltà. Queste vanno dal lavoro nero al pizzo, alla corruzione, alla manipolazione degli appalti pubblici, all’usura, alla microcriminalità. Vi è anche insoddisfazione circa la scarsa rispondenza dell’amministrazione in relazione, ad esempio, a beni comuni come le strade o la spiaggia.

D’altro canto, i rispondenti hanno aspettative nei confronti dei poteri pubblici e mostrano un significativo sentimento di appartenenza alla nazione italiana e alla Sicilia. A loro avviso bisognerebbe aumentare la vigilanza da parte delle forze dell’ordine, garantire che i criminali scontino fino in fondo la pena loro assegnata. Vi è anche chi desidererebbe un inasprimento delle pene e un maggiore investimento in attività educative.

In definitiva, si è cercato di esplorare il più possibile in profondità le percezioni e le aspettative presenti tra gli operatori economici di una piccola realtà del profondo Sud. Dai risultati ottenuti, peraltro, possono trarsi alcune indicazioni che potrebbero essere istruttive anche al di là del caso specifico. Alcune sono delle conferme: la vita di chi fa impresa è difficile e incontra svariati e noti ostacoli. D’altro canto, i rispondenti non sembrano rassegnati allo status quo e ritengono di dover essere sostenuti nella lor quotidiana fatica di produrre redditi e generare occupazione in un ambiente inospitale.